Poggioreale antica, la città distrutta che attira i turisti

Poggioreale antica la città distrutta che attira i turisti

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C'è stato un tempo in cui le strade di Poggioreale, nel Trapanese, erano percorse da anziani, donne, bambini, uomini e animali che riempivano di vita questa parte della Valle del Belice. All’improvviso nel 1968 una violenta scossa di terremoto di magnitudo 6.1 danneggiò la città, oggi chiamata Poggioreale antica, facendo vittime e lasciando ruderi.

Il post terremoto
Dopo il terremoto si decise di non restaurare, preferendo ricostruire il paese alcuni chilometri più a valle, approvando progetti ingegneristici di strutture moderne e avveniristiche (per l'epoca) che ai più oggi non hanno mai trasmesso emozioni. Così mentre nasceva Poggioreale nuova, quella vecchia era data per morta, eppure non è mai morta davvero.Poggioreale antica continua a mantenere un fascino particolare nonostante sia un luogo pieno di macerie di tufo ed edifici pericolanti.Su alcuni cartelli è riportato “severamente vietato l’accesso e il transito a qualsiasi titolo”, ma la maggior parte delle persone fa finta di non vedere il divieto o il cancello principale chiuso. 
Per i turisti di passaggio la bellezza delle storiche costruzioni è ancora lì, un cumolo di ruderi che non cessa di incantare. Non a caso in questo luogo sono state girate alcune scene dei film Malena, La piovra e L’uomo delle stelle.
In più occasioni a livello politico si è parlato di riqualificare e ristrutturare Poggioreale antica, ma nulla è stato stabilito.

Stranezze e speranze italiche
A tenere in vita questo angolo della Valle del Belice ci sono i volontari, che tentano di salvare ciò che è rimasto da salvaguardare. “Poggioreale antica non fu distrutta dalla scossa di terremoto – osserva Giacinto Musso, presidente dell'Associazione Poggioreale antica – . Non è stata ristrutturata per pura speculazione edilizia, il terremoto la danneggiò al venti per cento, in particolare fu colpita la parte a sud e lo affermo da testimone oculare. Uno degli obiettivi dell’Associazione è far diventare questo luogo un museo a cielo aperto, per un turismo di nicchia e un relativo scambio culturale fra persone e popoli. Tra le cose da ammirare segnalo il mosaico fatto di pietre che è sepolto sotto terra e che noi dell’Associazione vogliamo riportare alla luce. In realtà eravamo già partiti, ma un privato ci ha chiesto di fermarci perché quel punto è di sua proprietà e ora siamo in attesa di verifica”. 

23/06/2016
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