“Ecco una pianta di basilico, il cui ramoscello germoglia nell’anima, ed esala un profumo che la vivifica”, cantava Ibn Hamdis, poeta arabo di Sicilia. Amato dagli Arabi e dai Liguri, verde diamante, dal profumo intenso, il basilico, pianta regina della Liguria, è dono generoso della natura. Un prodotto simbolo di una regione. Durante l’ultimo Giro d’Italia, nell’ambito del progetto La qualità in giro, promosso dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, lo chef Fabio Campoli ha ad esempio cucinato, in un chiosco allestito nel villaggio di partenza del Giro, a Sestri Levante, Trofiette con salsa di basilico e ricotta infornata con olio extra vergine d’oliva DOP Riviera Ligure, tritando a vista, per la gioia dei buongustai, pinoli, aglio, foglie di basilico, con cui ha creato un impasto con sale, olio, pecorino romano e grana padano, quindi versando la pasta, ora condita con salsa di basilico e spolverata di ricotta, in una ciotola calda.
Il basilico di Sestri Levante ha conquistato anche la Svizzera, dove in autunno è stato presentato al Salone Internazionale Svizzero delle Vacanze di Lugano, nel Canton Ticino. Un’iniziativa voluta dal Comune della cittadina ligure e dal consorzio Sestri Levante H&R. I più curiosi hanno frequentato un corso di pesto, armeggiando fra ingredienti e i tradizionali mortai di marmo di Carrara. Salsa di basilico e degustazione di vini svizzeri.
Nello stand istituzionale sono state presentate non solo antiche tradizioni culinarie, ma anche bellezze e ricchezze naturali. Città dei due mari, Sestri Levante sorge infatti sulla piana alluvionale del torrente Gromolo poco vicino l’Isola, un promontorio roccioso unito alla terraferma da un istmo che separa la Baia delle Favole, dallo scrittore danese Hans Christian Andersen, che a Sestri Levante soggiornò nel 1833, dalla Baia del Silenzio, più piccola e tuttavia più suggestiva.
Altra bellezza naturale è lo scoglio dell’Asseu, alto quindici metri e sormontato da una croce in ferro cui s’arriva grazie a una scala a pioli fissata nella roccia.
A Sestri Levante ancora si vedono le tipiche imbarcazioni in legno dei pescatori che qui amano lavorare le reti, simbolo di un mestiere antico. E se fra le due baie e l’istmo sorge il centro storico, la parte moderna è stata invece edificata su una piana fra il mare e le colline dell’entroterra che dividono Sestri Levante dalla Val Petronio e dalla Val Graveglia con il Monte Bianco, mentre i tanti sentieri offrono agli appassionati la possibilità di praticare biking e hiking.
Tante le tradizioni storiche ed enogastronomiche, vivo l’artigianato, generoso il clima che fa di questa località incastonata fra le bellezze naturali della Liguria una tappa per chi voglia conoscere un’Italia ancora sana.