Benedetta Pilato rompe gli schemi e parla del ciclo: "Non è un tabù"

Per quanto si tratti di una funzione fisiologica e naturale, il ciclo mestruale è sempre stato un argomento del quale non parlare in pubblico. Che sia un fattore in grado di influenzare le prestazioni fisiche, e pure mentali, delle donne in età fertile è ovvio ma affermarlo apertamente è un’altra cosa. Lo ha fatto, rompendo le convenzioni, Benedetta Pilato e dimostrando così che tra le atlete il ciclo mestruale non è più un tabù: "Io ne parlo normalmente. Quando ho fatto il 100 rana ero in pre-ciclo anche se non dovevo esserlo. Non mi sentivo per niente bene, infatti il tempo non è stato dei migliori".

La richiesta degli assorbenti

Al suo allenatore, Vito D'Onghia, arrivato da Taranto a Budapest, ha chiesto di portarle gli assorbenti. "Sono una molto aperta, per me non è un tabù, ne parlo con tutti. Io ci ho ragionato molte volte sul ciclo, gli uomini devono essere in forma e dipende tutto da loro, noi donne abbiamo delle condizioni fisiche che non possiamo controllare e nella maggior parte dei casi il ciclo un po' ci destabilizza. Ci sarebbero gli anticoncezionali, però anche quelli ti condizionano parecchio, bisogna trovare il giusto equilibrio che però per una come me non c'è, per altri funziona".

Il precedente di Federica Pellegrini

Prima di lei, a sdoganare il tema era stata Federica Pellegrini, che aveva le mestruazioni il giorno della finale dei 200 stile alle Olimpiadi di Rio 2016 in cui era arrivata quarta ("Abbiamo capito che la causa è stata la vicinanza al ciclo. L'ho calcolato malissimo, e mi sono trovata a gareggiare nel momento per me peggiore fisicamente. In quei momenti mi sentivo come su un'altalena, con cali e stanchezze repentine. In finale ero un'altra persona rispetto al giorno prima"). Insomma un po’ di normalità per un fatto normalissimo nella vita di una donna.

Foto Ansa e Instagram @benedetta.pilato