È timida, odia i complimenti e si definisce l’esatto contrario di una “party girl”. Difficile immaginare Irina Shayk, nata Irina Valer’evna Šajchlislamova, come una modella controcorrente, eppure è proprio così che lei si sente. «Vivo l’età con naturalezza. Sono diventata modella tardi, a 19 anni. Per tutti ero fuori tempo massimo. Ho recuperato terreno», confessa nell’intervista concessa al Corriere della Sera.
L’infanzia nella Russia rurale
La supermodella russa, ex di Cristiano Ronaldo, madre di Lea, avuta da Bradley Cooper, il 6 gennaio ha compiuto 40 anni e ricorda quando era piccola: «All’asilo non parlavo con nessuno. Non sono socievole: forse perché sono cresciuta in mezzo al nulla. Mio padre lavorava nelle miniere: negli anni Ottanta il governo ti assegnava un lavoro dove serviva. Lui fu spedito in un posto desolato». Ma la supermodella rifiuta il cliché dell’infanzia indigente: «La parola povertà non ci rappresenta: la mamma ha mantenuto sempre un atteggiamento dignitoso dopo la morte del babbo. Ci siamo rimboccate le maniche. Con mia sorella coltivavamo l’orto: pomodori, patate, cetrioli... Oggi saprei dare vita a una produzione di frutta e verdura».
Le scarpe nuove
Irina ha doti che non ti aspetti da una protagonista del mondo patinato della moda: «So pulire da capo a fondo una casa o dipingere una parete: l’ho imparato pitturando un ospedale per 6 dollari l’ora. Mi feci assumere per comperarmi delle scarpe nuove. Da piccola indossavo solo abiti di mia sorella Tatiana e ogni volta che “ereditavo” un suo capo lei mi faceva pulire la casa per una settimana. Per fortuna era piccola: 24 mq per 4 persone, un divano letto dove dormivano i miei e una camera per me e mia sorella».
Irina “uomo” di casa
Poi il padre morì: «Avevo 14 anni e ricordo di aver pensato: “Da oggi l’uomo in casa sono io”. Ero la secondogenita e i miei genitori avrebbero desiderato un maschio. Da quel momento ho messo via la mia parte femminile». Ma Irina era bella a dispetto di tutto e quella bellezza non passa inosservata: «Con mia sorella ci siamo trasferite in città: io studiavo marketing, lei faceva la scuola di estetista. Le prime foto sono nate per caso. Era buffo: da piccola in casa non c’era una macchina fotografica, le poche foto che avevo ce le scattavano a scuola».
L’occasione della vita
E quelle foto bucavano l’obiettivo: «Sono partita per Parigi senza sapere l’inglese, senza soldi né vestiti. Vivevo in un appartamento con altre ragazze russe: l’agenzia ci dava 40 euro a settimana per il cibo e la metropolitana. Facevamo la fame. E all’epoca il mio genere non era apprezzato: andavano le ragazze magrissime, bionde. Io con le labbra carnose e il seno abbondante ero fuori. Finché non è arrivata la campagna di Intimissimi. Devo molto all’Italia: dopo quella campagna sono arrivati Vogue Russia e Sport Illustrated. Anche se per tanti anni mi hanno confinato nella gabbia di modella “commerciale”».
I primi “anta”
Con la fama sono arrivate le relazioni con uomini famosi come Cristiano Ronaldo, «Non vivo sui ricordi del passato. Penso al futuro». E poi Bradley Cooper, col quale ha avuto sua figlia: «È un ottimo padre e condivide gli stessi valori nel crescere Lea. È molto raro che i genitori separati riescano ad essere sulla stessa lunghezza d’onda nell’educazione. Lea non ha nessuna tata: ci occupiamo io e Bradley di lei».
E la festa per i suoi 40 anni? «Non sono una party girl. Lo faccio più per i miei amici. Sono timida e odio i complimenti. Il regalo più bello me lo ha fatto mia figlia: una cartolina scritta in russo. Mi ha commossa profondamente. Per me è importante che conosca le sue origini».