Quante volte vi è capitato di entrare in una stanza e chiedervi: "Ma io, qui, che cosa ci dovevo fare?". Oppure di avere quella parola proprio lì, sulla punta della lingua, ma vederla sfuggire via come un palloncino nel vento?
Non siete sole. Quel senso di confusione, di "nebbia mentale" che ci fa sentire rallentate, meno brillanti e terribilmente smemorate, ha un nome che oggi sentiamo spesso: Brain Fog. Ma è solo stanchezza, è l'età che avanza o c’è lo zampino degli ormoni? Facciamo un po’ di chiarezza insieme.
Stanchezza o fluttuazioni ormonali? Impariamo a distinguerle
Spesso tendiamo a dare la colpa allo stress. Ed è vero, il multitasking estremo a cui siamo abituate — tra lavoro, casa, figli e genitori anziani — metterebbe a dura prova anche il computer della NASA. Quando siamo stanche, il nostro cervello "stacca la spina" per risparmiare energia, e la memoria è la prima a risentirne.
Tuttavia, se siete nel periodo della perimenopausa o della menopausa, la causa potrebbe essere più profonda. Gli estrogeni, infatti, non regolano solo il ciclo, ma sono veri e propri carburanti per il cervello: aiutano i neuroni a comunicare tra loro e mantengono attiva l’area dell’ippocampo, la nostra "centralina" della memoria. Quando i livelli di estrogeni fluttuano o calano, è come se la centralina subisse dei cali di tensione. Ecco che arriva la nebbia: non è un declino cognitivo irreversibile, ma una reazione del cervello al nuovo assetto ormonale.
3 Trucchi pratici per ritrovare il filo del discorso
Se la nebbia si fa fitta proprio durante una riunione importante o una chiacchierata tra amiche, niente panico! Ecco tre piccole strategie "salva-momento":
- La tecnica dell'ancora visiva: Se perdi il filo, non sforzarti di "ripescarlo" nel vuoto. Guarda un oggetto vicino a te (una penna, un quadro, la tua tazza) e associa mentalmente l'ultimo concetto espresso a quell'oggetto. Spesso, cambiare il punto focale visivo aiuta a sbloccare il blocco mentale.
- Rallenta il ritmo (e respira): Quando la parola non arriva, l’ansia sale e la nebbia aumenta. Fermati, fai un respiro profondo e ammetti con un sorriso: "Ho un lapsus, mi tornerà tra un secondo". La trasparenza scioglie la tensione e, paradossalmente, permette alla parola di riemergere più velocemente.
- Visualizza il percorso a ritroso: Se non ricordi perché sei andata in cucina, chiudi gli occhi per un istante e visualizza l'azione che stavi facendo prima. Ricostruire mentalmente il "percorso" motorio e visivo è il modo più rapido per riattivare la memoria a breve termine.
Non restare nel dubbio: chiedi agli esperti
Sentirsi confuse può spaventare, ma la buona notizia è che il cervello è un muscolo incredibilmente plastico che può essere allenato e supportato. Se senti che queste "nuvole" stanno condizionando troppo la tua quotidianità, o se vuoi semplicemente capire come potenziare le tue prestazioni cognitive in questa fase della vita, abbiamo una risorsa preziosa per te.
Su VediamociChiara è attivo un servizio dedicato e gratuito con la Dott.ssa Emanuela Marchetti, psicologa esperta di memoria e recupero cognitivo. Potrai rivolgerle le tue domande per capire se i tuoi piccoli vuoti di memoria sono legati allo stress, agli ormoni o se necessitano di un allenamento specifico. Non è mai troppo tardi (o troppo presto) per prendersi cura della propria mente!
Ricorda: la nebbia mentale è solo una fase, e con i giusti strumenti e il supporto di professionisti, il sole torna sempre a splendere.
Redazione VediamociChiara per Milleundonna © riproduzione riservata
>>> Per un ulteriore approfondimento puoi consultare la sezione di VediamociChiara dedicata ai disturbi della memoria e alla difficoltà di concentrazione