Salta al contenuto principale
Salute

Secchezza intima: rompiamo il tabù (perché la complicità non va in pensione!)

Immagine
Secchezza intima: rompiamo il tabù (perché la complicità non va in pensione!)
di VediamociChiara

Leggi più veloce

Oggi parliamo di una di quelle "compagne di viaggio" della menopausa di cui si discute sempre troppo poco, o lo si fa a bassa voce, quasi con imbarazzo: la secchezza intima.

Sembra un dettaglio, un piccolo fastidio passeggero, eppure per molte di noi diventa un vero e proprio muro. Un muro che si alza tra noi e il partner, che spegne il desiderio e che ci fa sentire a disagio. Ma fermiamoci un secondo: perché dovremmo rinunciare alla nostra femminilità e alla complicità di coppia solo perché gli ormoni hanno deciso di cambiare ritmo? La risposta è semplice: non dobbiamo.

Rompere il silenzio: il primo passo è parlarne

Il tabù più grande non è il disturbo in sé, ma il silenzio che lo circonda. Spesso, per paura di sentire dolore o per il disagio di non sentirsi "pronte" come un tempo, iniziamo a evitare l’intimità. Il risultato? Il partner si sente rifiutato, noi ci sentiamo sbagliate e la distanza aumenta.

Ma sapete cosa abbiamo scoperto con la nostra survey "La Menopausa vista da Lui"? I risultati sono stati illuminanti e fanno parte della nostra campagna di sensibilizzazione per abbattere i muri dell'incomunicabilità. Molti uomini hanno dichiarato di sentirsi esclusi e preoccupati, non per la mancanza di sesso in sé, ma perché non capiscono cosa stia succedendo alla propria compagna. La maggior parte dei partner vorrebbe essere coinvolta e dare supporto, ma spesso non sa come fare perché noi siamo le prime a tacere...

Parlare con il partner è fondamentale.

Non serve un discorso solenne: basta spiegare che i cambiamenti fisici sono normali, che il desiderio c’è, ma che il corpo ha bisogno di tempi e aiuti diversi. Trasformare la secchezza intima in un "progetto di coppia" da risolvere insieme può persino aumentare l'intimità emotiva.

In ambulatorio: parlarne con il ginecologo

Se con il partner serve empatia, con il medico serve chiarezza. Molte di noi, durante la visita ginecologica, si limitano a parlare di esami e screening, omettendo il dolore durante i rapporti (la cosiddetta dispareunia).

Il ginecologo è lì per questo! Non c’è nulla di cui vergognarsi. Oggi la scienza ci mette a disposizione tantissime soluzioni: dai gel idratanti ai lubrificanti specifici, fino alle terapie ormonali locali (che agiscono solo lì dove serve) o a trattamenti più moderni come il laser. La secchezza non è un "male inevitabile" dell'età. Chiediamo, approfondiamo e pretendiamo soluzioni che ci facciano stare bene e portiamo anche il partner con noi, sarà un'occasione per essere "complici" anche dell'eventuale soluzione scelta.

La complicità non deve fermarsi

La menopausa è una fase di trasformazione, non un capolinea. Se la secchezza intima cerca di fermare la nostra complicità, ricordiamoci che abbiamo gli strumenti per riprendere il comando. La campagna di VediamociChiara presente su tutti i canali social, nasce proprio per questo: per ricordarci che la sessualità e il piacere sono diritti che non hanno data di scadenza.

Ascoltiamo il nostro corpo e parliamo apertamente con il nostro medico. La complicità di coppia è un fuoco che va alimentato: a volte serve solo un po' più di "carburante" e tanta, tantissima comunicazione.

Redazione VediamociChiara per Milleundonna © riproduzione riservata

>>> Per un ulteriore approfondimento puoi consultare la sezione di VediamociChiara dedicata alla vita di coppia over 50