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Francesca Alotta, dalla vittoria a Sanremo al tradimento e alla malattia: "Come sono rinata"

"In passato sono stata troppo accomodante. Ora ho capito che bisogna avere il coraggio di farsi rispettare e di tagliare, perché la vita è troppo breve per accettare di stare male. E anzi invito tutte le donne a non farsi abbattere da una storia sbagliata”

Francesca Alotta videointervista

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Forse non tutti oggi si ricordano il suo nome, ma di certo tutti l’hanno sentita cantare almeno una volta nella vita quella “Non amarmi”, la canzone struggente con la quale vinse il Festival di Sanremo delle Nuove Proposte nel 1992 in coppia con Aleandro Baldi, una canzone che anche grazie alla versione in spagnolo registrata da Jennifer Lopez è diventata un successo mondiale. Ma Francesca Alotta non ha mai litigato con ciò che è stata. Non ha niente di quell’atteggiamento un po’ acido e rancoroso che a volte sfoggiano le meteore dello spettacolo.

Il tradimento, il tumore, la rinascita: "Oggi sono diversa"

In lei tutto è gioia e gratitudine verso una vita che eppure le ha riservato dolori, ostacoli e grandi prove da superare. Un matrimonio naufragato nella scoperta del tradimento di lui proprio quando lei era incinta, il bambino perso e la scoperta amara di non poter più diventare madre. Poi il tumore maligno all’utero, la radioterapia e tutto ciò che ne consegue. Prove su prove che oggi però ci restituiscono una Francesca “Diversa”, proprio come detta il titolo del suo nuovo album. Diversa dagli altri, “perché siamo tutti unici e dobbiamo rivendicare la nostra specificità”. Diversa dalle aspettative familiari, “perché di una cosa sono certa, se fossi potuta diventare madre avrei amato e accettato mio figlio esattamente come era. I figli vanno amati, non combattuti, non plasmati a seconda delle proprie aspettative, non rinnegati”. Diversa “perché sono cambiata tantissimo, dentro e fuori. E anche la mia voce è diversa, più roca, più rock”. Diversa soprattutto perché ora Francesca Alotta, talentuosa figlia d’arte, cantautrice palermitana di 55 anni, sa che nemmeno un attimo della propria vita va sprecato, “perché dopo il tumore è come se fossi nata una seconda volta, è come se mi fosse stata concessa da Dio una seconda chance e non ho nessuna intenzione di sprecarla, soffrendo per amori tossici e dando importanza a persone che non ce l’hanno”.

E al mio ex canto: "Sei uno stro..o"

Eccola allora circondata dall’amore della famiglia, degli amici e “di quei bimbi pelosi, tutti trovatelli, che mi regalano una gioia e un affetto impagabili”. Eccola soprattutto di nuovo sul palco con un disco nuovo: 10 canzoni che sono come altrettanti figli, pezzi di vita vera, sudati, difficili da maneggiare ma rivendicati con forza dalla Francesca di oggi. Una donna che al suo ex amore tossico che l’ha tradita quando era fragile e combatteva la malattia che l’ha colpita, non le manda a dire e in “Sai cosa ti dico?” canta ridendo “sei uno stronzo”. “Io in passato sono stata troppo accomodante, troppo paziente. Finalmente forse ho capito che bisogna avere il coraggio di farsi rispettare e di tagliare, perché la vita è troppo breve per accettare di stare male anche solo un istante. E anzi invito tutte le donne a non lasciarsi abbattere perché per un uomo per una storia sbagliata non ne vale mai la pena”.

Quando mia madre mi diceva che sarei dovuta nascere maschio

 Ma c’è anche un’altra canzone, stavolta in dialetto siciliano, che racconta benissimo la Francesca di oggi e di ieri. Si intitola “Vastasa” che significa “maleducata” ed era quello che mi diceva mia madre quando di fronte alle mie ribellioni, al mio essere un maschiaccio, mi diceva: “Saresti dovuta nascere maschio. Ecco io oggi la voglio dedicare a tutte le donne che vogliono semplicemente essere se stesse. E in particolare a tutte le donne afghane e iraniane che combattono per essere semplicemente libere di essere se stesse”.

04/06/2024