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La strana coppia Luxuria e Francesco Storace, ma per Vladimir non è un problema: "Mio padre votava Almirante"

Vladimir Luxuria, ex deputata di Rifondazione comunista, conduce su Radio 1 “Il rosso e il nero” insieme a Francesco Storace, ex senatore di destra

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Mio papà è un uomo di destra, grande ammiratore di Almirante. Si chiama Antonio, faceva l’autotrasportatore, a Foggia. Mi vide la prima volta con gli orecchini e un po’ di trucco mentre ero seduta su una panchina in piazza. L’amico con cui stava passeggiando gli aveva fatto cenno, dicendo: “Guarda quel ricchione”. Il suo sguardo mi trafisse l’anima.

Quando alcuni giorni fa si è saputo che Vladimir Luxuria avrebbe condotto su Radio 1 “Il rosso e il nero” insieme a Francesco Storace, in tanti sono rimasti basiti. L'ex deputata di Rifondazione Comunista è sempre in prima linea quando si tratta scovare incongruenze sul modo di essere di sinistra. Per questo è sembrata sorprendente la sua scelta di lavorare insieme a un uomo di destra, per altro nella comunicazione. 

Non ci saranno urla ma non faremo gli amiconi"

Luxuria ha rivelato in un’intervista al Corriere della Sera di aver accettato la co-conduzione con l’ex onorevole e senatore del Movimento Sociale Italiano, Storace, perché anche il padre era di destra, "grande ammiratore di Almirante". Insomma, ci fa capire che è abituata. "Perché mai dovrei sentirmi minata da chi la pensa diversamente?". E ha aggiunto: "La telefonata di Storace mi ha un po’ sorpresa, poi però mi ha spiegato il format e mi ha convinta. È vero che in passato ce ne siamo dette di ogni, ma in trasmissione offriremo due punti di vista diversi. Non ci saranno urla o tensioni, ma di certo non faremo gli amiconi". Dal canto suo Francesco Storace ha spiegato: "Ho parlato con Vladimir e mi ha fatto piacere trovare il suo assenso”, aveva precedentemente sottolineato Storace. “I nostri punti di vista possono rendere scoppiettante la trasmissione, ma nel rispetto reciproco per due personalità che ne hanno affrontati tanti di mari perigliosi… Ci sarà anche un po’ di musica, per essere meno noiosi".

"Mio padre mi ha prestato il camion per il Gay Pride"

E racconta della sua famiglia: "Mio padre era di destra, missino e non approvava fossi trans. Poi mi ha prestato il camion per il gay pride". Ma resta sempre un uomo di destra che vota convintamente Giorgia Meloni: "Però mi ha detto che se mi fossi candidata a Foggia con Rifondazione, sarebbe stata l’unica volta in cui avrebbe votato i comunisti in vita sua". 

In quanto alle sorelle, le prestavano i vestiti e la "coprivano" in casa. Il sacerdote invece la abbandonò: "Quando confessai al mio prete che sentivo di avere un’identità di genere diversa, rispose che se volevo frequentare ancora la chiesa dovevo deglutire questa roba. Sentir dire dal Papa che le trans sono figlie di Dio, attenzione, declinandoci al femminile, è stata una rivoluzione".

Quando aveva difeso La Russa

Mesi fa Vladimir Luxuria aveva difeso il presidente del Senato Ignazio La Russa, finito nel tritacarne delle critiche dopo che a "Belve" a una domanda su come avrebbe reagito ad avere un figlio gay aveva risposto "Sarebbe un piccolo dispiacere, come se fosse milanista".  "La Russa omofobo? Assolutamente no, (leggi qui) io ho avuto modo di conoscerlo e non mi è sembrata assolutamente una persona omofoba o trans omofoba. Forse Ignazio avrebbe dovuto specificare che il suo sarebbe stato un dispiacere momentaneo, che questo dispiacere deve essere elaborato e trasformato nel piacere di avere un figlio sincero. Forse poteva argomentare meglio le sue affermazioni invece di banalizzarle facendo il paragone con la propria fede calcistica ma non voglio strumentalizzare politicamente le sue affermazioni perché non è che un genitore che vota il Pd avrebbe avuto per forza una reazione diversa".

Le voci critiche

Non manca gchi storce il naso davanti a questa strana coppia radiofonica. Scrive su Articolo21 il giornalista Danilo De Biasio: "Il giornalismo non è una semplice esposizione di prodotti – vuoi il rosso o preferisci il nero, appunto – ma è una ricerca di notizie verificate, utili alla cittadinanza, per capire i fatti e le sue conseguenze. Mettere sullo stesso piano le idee non è giornalismo. È una degenerazione consapevole della par condicio. (...)  Vladimir Luxuria e Francesco Storace forse non faranno una trasmissione strettamente giornalistica, quindi non valgono le stesse regole… Beh, peggio mi sento. Francesco Storace ha la tessera da giornalista e poi la trasmissione si occuperà esplicitamente di fatti di attualità. Quindi: da una parte dovrebbe garantire le sane regole del giornalismo, dall’altra il rischio è che, con la scusa che non sarà una rubrica solo informativa, siano tollerati i commenti a ruota libera". 

Non ci resta che ascoltarla questa trasmissione. E sperare che non ci siano solo polemiche come accade in tanti network radiofonici. Confidiamo in Radio Rai che è notizia di luglio, non partecipa più all'auditel delle radio. L'ad Roberto Sergio ha annunciato che l'azienda recede con effetto immediato da Ter, la società degli editori radiofonici che produce i dati d'ascolto.

Foto Instagram di Vladimir Luxuria

 

 

26/09/2023