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Lo showman anomalo Pietro Morello: "Non dimenticherò mai cosa mi ha detto un bambino caduto sul filo spinato"

A soli 24 anni Pietro conquista e ispira ogni giorno milioni di persone che lo seguono sui social per il suo impegno come operatore umanitario e non solo

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Giovanissimo eppure ha già dieci vite, Pietro Morello, classe '99, nato a Torino, artista e creator italiano, ma soprattutto operatore umanitario, volontario nei reparti pediatrici e conduttore a X Factor. 

Che la "La felicità è una scelta", lo ha capito già a 24 anni, Pietro, conquistando e ispirando ogni giorno milioni di persone che lo seguono sui social – 3,7 milioni di follower su TikTok, 410k su IG, 390K su YouTube – e che si sono appassionate alle sue esperienze in qualità di operatore umanitario in giro per il mondo.

Se volessimo definirlo potremmo dire che Pietro è un artista che porta gioia dove tutto sembra perduto. "L'esperienza con i bambini non è sempre facile, a volte ti dà dei grandi schiaffoni. Ma è proprio la loro forza, anche quando si parla di malati terminali che mi dà l'energia per continuare. Io amo i bambini, io con loro sono felice". 

Pietro ha creato all'interno dell'ospedale Regina Margherita di Torino uno spazio settimanale in cui porta la musica all'interno del reparto oncologico per i bambini malati e i loro genitori. Nel 2022 pubblica il libro Io ho un piano (DeAgostini), dove racconta il suo percorso come operatore umanitario. 

"La musica è nostalgica e malinconica, ma nel progetto di musicoterapia diventa fonte di gioia e divertimento, non potrebbe essere diversamente perché i bambini trasformano tutto in gioco anche nelle situazioni più drammatiche". 

L'esperienza in zone di guerra

"C'è una storia che non racconto mai ma che mi è rimasta dentro e spiega quello che ho cercato di dire prima, e cioè che i bambini sono una fonte di speranza ed energia inesauribile. Mi trovavo in Congo durante una di queste missioni e sono caduto su del filo spinato. Mi sono fatto molto male e mentre piangevo dal dolore, e ammetto, anche di tristezza per la situazione, si è avvicinato un bambino ferito come me dallo stesso filo spinato. Mi ha chiesto perché piangessi, un po' stupito. Gli ho risposto che mi faceva molto male e che mi sentivo solo e lui allora mi ha tranquillizzato chiedendomi se volessi giocare a palla."- Conclude Pietro- "Aveva la mia stessa ferita ma con quella domanda era come se mi dicesse, 'sono un bambino non posso pensare al filo spinato, voglio solo giocare', ecco la forza incredibile di cui vi parlavo". 

La scelta di dedicare la sua vita alla cura e al sostegno dei bambini che si trovano in difficoltà nelle zone di guerra inizia prestissimo, all'età di 16 anni. "Ammetto che fossi impreparato a quelle esperienza ma mi sono innamorato di questa vita". Nel 2020 poi inizia a condividere sui social i suoi contenuti che spaziano dalla musica alle attività di volontariato. Le note per Pietro diventano un mezzo, un’espressione per trasmettere il valore dei diritti umani. Libero dal giudizio, il suo obiettivo è quello di trasmettere alle nuove generazioni la capacità di distinguere la felicità materiale da quella intrinseca. 

Il 2021 è un anno ricco di impegni e riconoscimenti per Pietro

Viene selezionato come presentatore del pre-show di X Factor per TikTok, conducendo gli spettatori dietro le quinte dello show canoro più famoso del mondo in diretta sul profilo TikTok ufficiale del programma. In estate partecipa alla manifestazione TedX in qualità di speaker raccontando le sue storie umanitarie, accompagnandosi con il pianoforte. A luglio entra a far parte, come insegnante di pianoforte, della piattaforma "Competenze.it" di Marco Montemagno, al fianco di altre eccellenze. Ad agosto si reca a Nairobi, nella discarica più grande dell'Africa, per dedicarsi alle famiglie e ai bambini che vivono nello slum di Korogocho. Successivamente viene nominato da parte della Città di Torino “Ambasciatore di Torino nel mondo” e insignito del prestigioso premio per la Pace e i Diritti Umani “La Pira”. 

Nel 2023 arriva per la prima volta a teatro 

Non è un concerto è uno spettacolo che vive a metà tra una rappresentazione teatrale ed un concerto, ideato per portare in scena le storie ed esperienze che Pietro ha vissuto nel suo percorso tra ospedali e zone in teatri di guerra, tutte accumunate da un unico fil rouge: la felicità. Gli spettatori potranno entrare nella stanza di Pietro, finora vista solo attraverso i video su TikTok e Instagram, e viverla insieme a lui. Una narrazione leggera, tra racconti sul sentirsi bambini e sulla voglia di riscatto, supportata dai brani più conosciuti e dalle musiche originali di Pietro composte proprio per quelle storie impresse nella sua vita.

15/12/2023