Milleunadonna

Yesica Menin, dall'Argentina a San Marino: “Sono diventata calciatrice ispirandomi a mio fratello. La mia ricetta per il successo"

Attaccante in grado di ricoprire il ruolo di esterno e di punta centrale, fa della compattezza fisica, del temperamento e della corsa il suo maggiore punto di forza: "Con questa maglia ho realizzato il mio sogno"

Nativa dell’Argentina, ha potuto realizzare il suo sogno di giocare a calcio in un club femminile, approdando in Italia e rivestendo da sempre la casacca della San Marino Academy.

Alla scoperta di Yesica Menin, classe 1989, bandiera sudamericana in forza alla squadra del Titano.

Ciao Yesica, quali sono i valori e le motivazioni che ti hanno spinto a giocare a pallone?

“Il calcio è sempre stato presente nella mia vita, ho iniziato fin da piccola quando ogni domenica andavo a vedere mio fratello giocare, e questo mi ha trasmesso una grande passione per questo sport, condividendo questo amore per il calcio con tutta la famiglia. Ora poter giocare nella squadra che mi ha accolto tanti anni fa, mi rende orgogliosa ogni giorno perché con questa maglia ho potuto realizzare il mio sogno”.

Un giudizio su ambiente, staff e compagne di squadra

“C’è un ambiente sereno e fiducioso, la società ci tiene a far bene, dandoci anche la giusta tranquillità che serve per lavorare bene. Ho la sensazione di vedere una squadra molto valida che può far bene, serve tempo per compattarsi e ingranare insieme, dato che è una squadra quasi nuova con giocatrici molto giovani ma di grande valore. Abbiamo uno staff importante, la coach è una persona che conosce molto bene l’ambiente calcistico, con tanta esperienza alle spalle, e ci sta aiutando a migliorare e avere un’identità di gioco”.

Senti di aver più dato o più ricevuto dal mondo del calcio?

“Sono sempre dell’idea che nella vita, come nello sport, più dai più ricevi e in questo il calcio ne è la prova. Sono una persona che dà tutta sé stessa in campo e fuori e continuerò a farlo, cercando di essere un esempio per le giovani calciatrici, sperando di trasmettere loro un messaggio importante, ossia che per ottenere ciò che si vuole bisogna sacrificarsi a qualsiasi costo”.

Gli aspetti negativi che andrebbero migliorati nel calcio femminile

“Se penso al calcio, penso in primis alla sua bellezza come sport, all’atmosfera che si crea in squadra, sentendosi parte di una famiglia allargata. Ovviamente però ci sono alcuni aspetti negativi, come per esempio, il poco seguito delle partite femminili, che porta poi al poco interesse economico in questo mondo. Sono però fiduciosa e spero per il futuro che le cose si evolveranno in positivo”.

Leggi anche:

La portiera laureata con 110 che a un mese dal parto era già in campo

“Inseguo i miei sogni, allontanando i ricordi di un lontano passato da incompresa”, l’intervista a Gaia Rizzioli

L’allenatore in carrozzina: “In Italia il 'diverso' fa paura". E svela la grave umiliazione che ha subito