Non c’è tregua fra Beatrice Venezi e i sindacati che si sono sentiti colpiti dalle recenti parole della direttrice d’orchestra in relazione alle polemiche sul suo incarico al teatro La Fenice di Venezia dal prossimo ottobre. "Beatrice Venezi ha rilasciato dichiarazioni gravi e inappropriate, denigrando pubblicamente il ruolo dei sindacati e il lavoro delle maestranze. Inaccettabile che sia avvenuto al Teatro Verdi di Pisa, che da sempre ha visto la Cgil portare avanti in maniera costruttiva il proprio futuro, e che sia accolto in un clima che sembra legittimare una posizione di superiorità rispetto a chi lavora ogni giorno per il funzionamento del teatro". Lo afferma in una nota la Slc Cgil commentando le parole di Venezi, che dirigerà l'orchestra nella "Carmen" in scena venerdì e sabato.
Le orchestre fanno quadrato contro Venezi
"La vicenda - prosegue il sindacato - evidenzia la distanza tra chi gestisce un teatro e chi lo mantiene vivo, e mette in luce come l'assegnazione di incarichi prestigiosi possa dipendere più da logiche politiche che dal merito, con ripercussioni sulla dignità e le condizioni del personale. Il Verdi non è un palcoscenico per esternazioni ideologiche o battute fuori luogo: è un luogo di lavoro pubblico, dove operano professionalità che affrontano precarietà, carichi crescenti e continui tagli ai finanziamenti decisi dal governo Meloni. Ridicolizzare il sindacato e le rivendicazioni dei lavoratori non è solo offensivo, ma profondamente irresponsabile". Per questo la Cgil sottolinea che "il rispetto per i lavoratori e le loro rappresentanze non è un'opzione, ma un dovere imprescindibile, soprattutto in un settore culturale sempre più fragile e sotto attacco e assecondare questa narrazione significa indebolire il ruolo critico e comunitario dei teatri italiani".
Le parole di Beatrice Venezi
Ma cosa aveva detto l’accusata? Ecco le sue parole: "Sono grata al Verdi che mi permette di dirigere in Italia, anzi a pochi chilometri da casa mia, e sono concentrata su questo e nient'altro. Anzi, sono talmente raccomandata in Italia che lavoro praticamente solo all'estero". Beatrice Venezi aveva così rotto il silenzio sull'incarico di direttrice musicale del Teatro La Fenice di Venezia. L'occasione è stata proprio la conferenza stampa per la Carmen in scena al Verdi di Pisa venerdì e domenica prossimi: Venezi dirigerà l'Orchestra da Camera fiorentina per il nuovo allestimento dell'opera di Bizet.
La polemica si riaccende
"Questa produzione – ha detto - è stata un impegno totalizzante e bellissimo, racconta una donna ontologicamente libera e ho quindi preferito concentrarmi su un'altra Repubblica marinara". Sulle polemiche di questi mesi sottolinea di essere stata "impegnata per lavoro dall'altra parte del mondo" e di "non averle seguite più di tanto: dico solo che di questa vicenda parlerò a tempo debito: ora mi limito a una battuta calcistica che faceva spesso l'allenatore Vujadin Boskov, ovvero la partita è chiusa solo quando l'arbitro fischia".
Le spille della protesta
Ai cronisti che hanno insistito a porle domande sugli orchestrali della Fenice che le hanno chiesto un passo indietro e di possibili fraintendimenti, risponde: "Quali fraintendimenti? Io non ho ancora messo piede a Venezia. Non ho parlato di questo finora e sto aspettando il momento giusto per farlo, ma non è ancora quel momento. Ci sono tanti elementi di cui parlare che ancora non sono entrati nella narrazione di questa vicenda che sarà sicuramente da analizzare e sviluppare, però a tempo debito". Perché, afferma la direttrice d'orchestra lucchese, "quello che avrei potuto commentare è il danno di immagine che il teatro La Fenice ha ricevuto a livello internazionale, perché quello che è mancato finora nella narrazione è ciò che si dice all'estero dove ci si chiede perché una fondazione finanziata con fondi pubblici dallo Stato sia sostanzialmente gestita dai sindacati, in un contesto, mi si passi il termine, totalmente anarchico". E sulle spille diventate il simbolo della protesta, che potrebbero spuntare in sala anche a Pisa, conclude: "Le avrei fatte più stilizzate e magari con degli Swaroski per renderle più eleganti".
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