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L'ex principe Andrea rilasciato dopo 12 ore di interrogatorio. Perché era il preferito di Elisabetta II e cosa rischia

Concluse le perquisizioni presso la tenuta di Sandringham, dove l'ex principe Andrea è stato arrestato ieri, le ricerche della polizia continuano presso la Royal Lodge nella tenuta di Windsor.

di Redazione Milleunadonna

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È stato "il figlio prediletto" della scomparsa regina Elisabetta II, per tanti, senza merito essendo in realtà vacuo, arrogante e belloccio, protetto da lei contro tutto e tutti. Ma lo scandalo Epstein è diventato la sua nemesi: il marchio d'infamia destinato a consegnare alla storia l'ex principe Andrea come il primo reale britannico d'alto lignaggio a finire in arresto dopo quasi 4 secoli (e proprio nel giorno del suo 66esimo compleanno) per presunti reati gravi.

12 ore di detenzione e interrogatori

Un membro della famiglia reale in guardina, per un Paese a istituzione monarchica rappresenta una vera crisi. Prelevato nella sua residenza 'privata' di Sandringham da una pattuglia di agenti e funzionari di polizia con l'accusa di "condotta illecita nell'esercizio di una funzione pubblica" in relazione allo scandalo delle sue strette frequentazioni passate con il defunto finanziere pedofilo americano Jeffrey Epstein. Il signor Andrea Mountbatten-Windsor è stato rilasciato (da indagato) soltanto in serata, dopo 12 ore di detenzione e interrogatori, per essere mostrato ai sudditi dai media con la faccia stravolta dalla collera sul sedile posteriore della Range Rover che lo riportava a casa. Mentre sono concluse le perquisizioni presso la casa nella tenuta di Sandringham, le ricerche della polizia continuano anche oggi presso la Royal Lodge nella tenuta di Windsor.

La corona scricchiola

Uno sviluppo clamoroso e inedito nella storia moderna britannica a cui il 77enne re Carlo III, fratello maggiore, ha reagito con una nota gelida e senza precedenti. "Lasciatemi essere chiaro, la giustizia deve fare il suo corso", ha tagliato corto promettendo "sostegno e cooperazione" alle autorità inquirenti, prima di assicurare che ciò che resta della Royal Family continuerà a svolgere i suoi "doveri al servizio" dello Stato. Parole nette, fatte proprie anche dal primogenito William e dalla consorte Kate, eredi di un trono il cui futuro appare in queste ore davvero carico d'incognite.

Si torna a parlare di abdicazione

L’impegno assunto dal sovrano a non eclissarsi non contribuisce però a scrollargli di dosso il vaticinio di chi non esclude prima o poi una sua abdicazione (anche in ragione della diagnosi di cancro di due anni fa). Comparso sorridente in pubblico con la regina Camilla per l'inaugurazione della London Fashion Week al fianco di Stella McCartney, è stato accolto da battimani d'incoraggiamento fra i sudditi, come pure da domande incalzanti debitamente ignorate e da qualche singola contestazione. Tutti elementi a favore della nicchia anti-monarchica del movimento Republic che affonda il colpo su "l'impunità" dei reali e gli insabbiamenti del passato".

La cella di Andrea

Andrea ha intanto dovuto trascorrere l'intera giornata del compleanno in una camera di sicurezza, estranea agli sfarzi e ai privilegi di cui si è sempre circondato: seppure in una cella singola, con bagno e lettino. Ad arrestarlo erano stati gli uomini della Thames Valley Police. Piombati con sei veicoli senza insegne nella residenza di campagna dove è stato relegato di recente dal fratello re dopo lo sfratto dal lussuoso Royal Lodge adiacente al castello di Windsor; e dopo esser stato privato nei mesi scorsi degli ultimi titoli residui per ritrovarsi ridotto al rango quasi ordinario di "signor Andrew Mountbatten-Windsor".

Cosa rischia l’ex principe

Tecnicamente non è ancora incriminato, ma rimane indagato. Ed evidentemente gli elementi raccolti dalla polizia, che in queste ore ha proceduto anche a perquisire tre proprietà da lui abitate fra presente e passato e a sequestrare documentazione varia, devono essersi accumulati. Le accuse si riferiscono al solo filone relativo a un presunto abuso d'ufficio fatto emergere dagli Epstein file: con la pubblicazione oltre Oceano di email da cui si evince come Andrea abbia condiviso fra il 2010 e il 2011 informazioni confidenziali con "l'amico" Jeffrey relative a sue missioni ufficiali compiute all'epoca in Asia nei panni di emissario e testimonial commerciale del governo britannico. Accuse gravissime e, secondo il New York Times, se venisse condannato per aver condiviso informazioni riservate con Epstein, rischierebbe l’ergastolo. Restano però dubbi legali su quale sia lo status di “pubblico ufficiale” per un membro della famiglia reale.

Il caso Lolita Express

Filone che si somma a ben altri 8 fascicoli aperti o riaperti da numerosi dipartimenti di polizia sui riflessi dello scandalo Epstein nel territorio dell'isola: a cominciare dai sospetti di traffico sessuale per i voli privati del famigerato Lolita Express che fra gli anni '90 e il 2018 avrebbero portato anche nel Regno decine di ragazze messe a disposizione di amici vip (come Andrea e non solo). Capitolo, quest'ultimo, su cui l'ex premier Gordon Brown ha mandato agli investigatori "un memorandum di cinque pagine" con nuove informazioni.

Le bugie dell’ex principe

Eventi che rappresentano un messaggio di rivincita per la famiglia di Virginia Giuffre che ha sempre messo in luce le presunte bugie di Andrea smascherate pure da biografie shock come quella recente di Andrew Lownie, in cui l'ex duca figura alla stregua di un debosciato ossessionato dal sesso e dal privilegio; oltre che di un cacciatore spregiudicato di consulenze, contatti utili, denaro facile da spendere in quantità. Come nella vicenda delle missioni in Asia svolte fra il 2001 e il 2011 in veste di testimonial commerciale del governo britannico che gli valgono ora il sospetto di abuso di ufficio da parte degli investigatori della Thames Valley Police: per aver condiviso con Epstein (e altri businessmen del loro giro) informazioni confidenziali, utilizzabili a scopo di lucro, raccolte nell'esercizio delle sue funzioni.

Perché era il figlio prediletto di Elisabetta

Andrea è sempre stato considerato “il preferito” di Elisabetta. Una delle ragioni, è storica e anagrafica: diventata regina a soli 25 anni, Elisabetta aveva dovuto delegare l’accudimento e la crescita dei figli ad altri, mentre Andrea è nato quando era già salda sul trono. Con lui si è concessa di essere una madre più presente e forse più morbida. Si ritiene che fosse il preferito della regina anche per il suo carattere estroverso e spiritoso, molto simile a quello del principe Filippo. Inoltre, il suo servizio come pilota di elicotteri nella guerra delle Falkland pare abbia reso la sovrana particolarmente orgogliosa del suo coraggio militare.

La parabola dell'ex duca di York

Terzogenito di Elisabetta e Filippo - dopo il futuro re Carlo III e Anna, e prima del più giovane Edoardo - Andrea vede la luce a Buckingham Palace il 19 febbraio 1960. Frequenta le scuole superiori nel collegio di Gordonstoun, in Scozia, alma mater del padre. Non viene invece iscritto all'università, per essere destinato ai corsi di un'accademia navale della Marina. Parallelamente inizia a costruirsi l'immagine di principe playboy. Mentre nel 1982, per volere della madre, è l'unico reale a prendere parte da giovane ufficiale della Royal Navy alla guerra delle Falkland-Malvinas, contro l'Argentina, dopo la quale viene ricompensato con decorazioni ed encomi.

Le nozze con Fergie la rossa

Sembra l'inizio di un cursus honorem sfavillante ma resterà un effimero momento di gloria. Assoldato come membro attivo di casa Windsor, ottiene il titolo di duca di York, quello - sempre sfoggiato nero su bianco - di "Sua Altezza Reale" e ruoli ufficiali di rappresentanza della 'Firm'. Nel frattempo si segnala per flirt e pettegolezzi, prima di sposare la non meno chiacchierata Sarah Ferguson, detta Fergie o Sarah la rossa per il colore dei suoi capelli, rimastagli fianco anche dopo il divorzio: come compagna di vita e complice di ogni genere di disavventure.

L’incontro con Epstein

La coppia - protagonista di una saga in tono minore rispetto a quella dello sfortunato matrimonio fra Carlo e Diana - mette al mondo due figlie, Beatrice ed Eugenie, tuttora principesse al servizio della dinastia. Quindi si separa, sulla scia di tradimenti reciproci plurimi. Sono gli anni in cui entrambi entrano in contatto con Jeffrey Epstein, faccendiere pedofilo americano finito più tardi condannato per sfruttamento di minorenni prima di morire in carcere a New York nel 2019. Un personaggio frequentato ben più a lungo di quanto ammesso, fino all'esplosione dello scandalo che porta dapprima all'esclusione di Andrea da ogni ruolo pubblico. E quindi dalla tardiva cancellazione di ogni titolo reale superstite decisa da Carlo (anche nei confronti di Sarah e col sostegno dell'erede al trono William) solo dopo la morte della matriarca Elisabetta. Un finale suggellato dalle rivelazioni implacabili degli Epstein file pubblicati negli Usa, fra email esplicite e foto dell'ex duca a quattro zampe ormai ridotto al rango quasi comune di "signor Andrew Mountbatten Windsor".