Secondo Donald Trump il documentario sulla moglie "Melania" doveva essere il vero successo della stagione. “Affrettatevi a prendere i biglietti”, diceva sui suoi social. Invece, uscito lo scorso 30 gennaio, il film diretto da Brett Ratner (regista riabilitato dopo accuse di molestie) stando a quanto scrive Wired ha incassato 13 milioni di dollari, e pare che alcuni vadano a vedere il film solo per riversare poi sui social foto con post ironici sulle sale praticamente vuote non solo negli Stati Uniti ma anche in altri paesi del mondo anche se il Guardian parla di una proiezione sold out in Slovenia, paese natio della First Lady
Incassi al di sotto delle aspettative
Per Amazon sarebbe un disastro finanziario, dato che aveva acquisito il progetto per 40 milioni di dollari ovvero la più alta cifra mai spesa per un documentario, ma in tanti hanno sottolineato come la motivazione che ha spinto il colosso Usa a produrre in film non sia di natura economica. A ogni modo, la débâcle di immagine è innegabile e la critica non ha risparmiato il vetriolo sul documentario.
Diffida congiunta
A questo si aggiunge che il regista di 'Il Filo Nascosto', P.T. Anderson, e Jonny Greenwood dei Radiohead hanno chiesto che un segmento musicale del film del 2017 venga rimosso dal controverso documentario Melania imperniato e prodotto dalla First Lady. Greenwood aveva composto la colonna sonora del film con Daniel Day-Lewis e non ha gradito l’uso che ne è stato fatto.
"Siamo venuti a conoscenza del fatto che un brano musicale di Il Filo Nascosto è stato utilizzato nel documentario Melania", hanno dichiarato i due in un comunicato: "Sebbene Jonny Greenwood non detenga il copyright della colonna sonora, Universal non lo ha consultato per questo utilizzo da parte di terzi, il che costituisce una violazione del suo accordo come compositore. Di conseguenza, è stata chiesta la rimozione dal documentario".
Nel documentario "Melania" sono inclusi altri brani di cantanti famosi tra cui i Rolling Stones, Elvis Presley, Aretha Franklin e il preferito della First lady, Michael Jackson.
Effetto Melania, boom per Michelle Obama
Il docufilm su Melania ha avuto anche un altro effetto imprevisto: il documentario 'Becoming' su Michelle Obama, uscito nel 2020, ha registrato un aumento del 13.000 per cento delle visualizzazioni nello stesso fine settimana in cui il docufilm sulla attuale First Lady è uscito nelle sale. 'Becoming', che segue la moglie di Barack Obama dopo il successo del suo memoir, è stato visto per 47,5 milioni di minuti nell'ultimo weekend, secondo stime The Hollywood Reporter: il fine settimana precedente erano stati registrati solo 354.000 minuti di visione.
I costi e gli incassi
Realizzato da Amazon, che ha speso un totale di 75 milioni di dollari tra produzione e promozione, 'Melania' ha incassato 7 milioni di dollari nel primo weekend al botteghino statunitense, il miglior debutto per un documentario in oltre un decennio. Il film sta invece faticando fuori dagli Usa, debuttando al 29esimo posto nel Regno Unito e al 31esimo in Australia. Il docufilm sta andando particolarmente bene nel Sud (12% sopra la media). Il Cinemark Palace 21 di Boca Raton, in Florida, è la sala finora con il maggior incasso, con oltre 10.000 dollari. Cinema vuoti invece a New York e Los Angeles. La composizione demografica è: 74% bianchi, 11% latini e ispanici, 4% neri, 4% asiatico-americani e 7% nativi americani/altro. L'affluenza, secondo Deadline, è stata paragonabile a quella di una pellicola a tema religioso: 72% donne, con due terzi degli spettatori sopra i 55 anni. Il punteggio del pubblico su Rotten Tomatoes è del 99%, mentre i critici hanno stroncato il film con un 6%.
Foto Ansa e Instagram