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Valentino, l’amore con Giancarlo e il segreto del rosso: addio all’imperatore della moda

Il grande stilista, icona della moda italiana, è morto a 93 anni. Il mondo lo omaggia. Naomi, Claudia, Eva e le altre. L’amore col compagno della sua vita che posta una foto con una scritta: “Forever”

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Valentino, il gigante della moda, l'Ultimo Imperatore, protagonista dell'haute couture internazionale, ha salutato questo mondo all’età di 93 anni.

Valentino Clemente Ludovico Garavani, era nato a Voghera l'11 maggio 1932. Con lui scompare il creatore dell'omonimo marchio, che amava il lusso e Roma, dove aveva lasciato il cuore, pur scegliendo Parigi per sfilare. E a Roma si è spento, nella serenità della sua residenza sull'Appia Antica, circondato dall'affetto dei suoi cari.

La camera ardente sarà allestita mercoledì e giovedì, dalle 11 alle 18 in piazza Mignanelli, storica sede della maison; i funerali venerdì alle 11, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.

Giancarlo Giammetti, il suo compagno, grande amore della sua vita, diceva: “Stare con Valentino? E’ un miracolo”. Ieri ha postato una foto dello stilista giovane e sorridente. L’ha accompagnata con una scritta: “Forever”.

Commosso il ricordo di tante delle top model che hanno sfilato per lui, da Claudia Schiffer a Naomi Campbell, da Linda Evangelista a Carla Bruni, Eva Riccobono e tutte le altre. Quest’ultima ha rivelato: “Con lui scherzi e risate, ti faceva crescere”.

Tanti gli aneddoti e i ricordi che accompagnano la sua esistenza umana e professionale. Come quello sul suo famosissimo Rosso Valentino, che non sarebbe tanto il frutto di una formula chimica, quanto di un'ispirazione nata da un ricordo d'infanzia a teatro. Leggenda vuole che a incantare lo stilista di quella particolare tonalità di rosso, diventata la sua cifra stilistica, sia stata una visione ben precisa nella platea dell’Opera di Barcellona, alla fine degli anni Cinquanta. Tra il pubblico, una donna avvolta in un velluto rosso cattura lo sguardo di un giovane italiano ancora studente che assiste allo spettacolo. In mezzo a una folla vestita di bianco e nero, quella macchia di colore è impossibile da ignorare. Quell'abito divenne la sua fonte di ispirazione, spingendolo a creare un rosso unico che fosse un'esplosione di vita e amore.

Lo stesso stilista racconterà più volte di non aver mai dimenticato quella figura isolata che per lui incarnava un’idea di femminilità assoluta. Quando nel 1959 apre il suo primo atelier, quell’immagine barcellonese torna prepotente a galla: nessun dubbio, la donna Valentino, da quel momento in poi, avrebbe parlato anche attraverso il rosso. Il rosso Valentino non è un rosso qualsiasi ma una sfumatura che si colloca tra carminio, porpora e rosso di cadmio, con una tensione verso l’arancio che non diventa mai dichiarata. È caldo e morbido, brillante ma non rigido, pensato per valorizzare chi lo indossa. Per Valentino il rosso è sempre stato un colore “democratico”, capace di mettere in risalto ogni donna. Una filosofia che ha fatto di lui l’emblema di lusso nell’alta moda e non solo.

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Quello stesso rosso, nato idealmente in un teatro, è tornato a vivere sul palcoscenico dell’Opera di Roma, chiudendo simbolicamente il cerchio nel 2016, quando Valentino Garavani lo ha riportato in scena nei costumi da lui disegnati per ‘La Traviata’ diretta da Sofia Coppola, trasformando il melodramma verdiano in un omaggio alla sua idea di eleganza femminile.

Il marchio

In piazza Mignanelli, appena dietro piazza di Spagna, Valentino aprì l'atelier nei primi anni Sessanta, il più frequentato dalle lady del jet set internazionale. Un punto fermo almeno quello, rispetto ai passaggi di proprietà del marchio, venduto nel 1998 alla casa tedesca Hdp, rilevato nel 2002 dal Gruppo Marzotto, passato al fondo Permira e infine nel 2007, alla moglie dell'emiro del Qatar, la potente sceicca Sheikha Mozah. Ultimo passaggio di mano nel 2023 con il gruppo Kering che ha acquisito il 30% del capitale per 1,7 miliardi di euro, con l'opzione di raggiungere la totalità dell'acquisizione entro il 2029. Ed è sempre al civico 23 di piazza Mignanelli che Valentino e il suo socio Giancarlo Giammetti hanno aperto nel febbraio 2025 la Fondazione Garavani Giammetti, con lo scopo di ospitare mostre di arte e moda e dare sostegno alla formazione di giovani stilisti.

L'ultima mostra quella inaugurata il 18 gennaio, Venus-Valentino visto dagli occhi dell'artista portoghese Joana Vasconcelos. Valentino non ha mai lasciato il suo lavoro di stilista. "Disegna abiti anche la notte" confidava nel 2007 Giancarlo Giammetti, suo socio ed ex compagno di vita. "Non mi piace la gente che ostenta i propri gusti sessuali. Inorridisco a vedere due uomini baciarsi in strada. Io e Giancarlo non ci siamo mai neppure sfiorati una mano in pubblico. E' una questione di stile", diceva. Il suo addio alla moda a Roma durò tre giorni. Fu una festa faraonica, l'evento più glamour mai progettato nel mondo della moda. Furono invitati principi, dive di Hollywood, principesse e capi di stato.

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Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti. Foto Ansa

A Roma il 45/o di Valentino è ricordato ancora come tre giorni di feste sfarzose, comprensive di una retrospettiva di abiti d'archivio all'Ara Pacis, di una sfilata di alta moda nel complesso di S. Spirito in Sassia, di un galà tra le colonne del Tempio di Venere, mai concesso prima di allora, con il Colosseo sullo sfondo e il premio Oscar Dante Ferretti a curare la scenografia. Infine, di un galà con ballo e concerto live di Annie Lennox in una finta pagoda cinese nei toni oro, nero e rosso (il suo colore preferito, un incrocio fra carminio, porpora e cadmio) allestita nel Parco dei Daini, nel cuore nobile di Villa Borghese. Mille invitati vi ballarono fino all'alba. Valentino ballava circondato da Caroline di Monaco, Claudia Schiffer, Mick Jagger e altre celebrities.

Una festa kolossal, che gli fece meritare appieno il soprannome di 'Ultimo Imperatore' della moda. Stesso epiteto che diede in seguito il titolo al docu-film, The Last Emperor, diretto dal regista Matt Tyrnauer, pellicola sugli ultimi due anni di attività dello stilista, girata tra passerelle, backstage e interviste. "Sono sempre andato avanti per la mia strada. Mai seguito il minimalismo, il grunge, un'offesa alle donne vedere come le conciano" rispondeva a chi gli chiedeva di commentare le mode del momento. Lui le donne le voleva rendere eleganti e sempre perfette. Dopo un breve periodo di direzione della Valentino da parte di Alessandra Facchinetti, la maison è stata diretta dai due stilisti che avevano affiancato Valentino negli ultimi anni, Pierpaolo Piccioli, attuale direttore creativo, e Maria Grazia Chiuri, passata nel 2016 a dirigere come prima donna, la maison Christian Dior. Piccioli ha diretto la maison da solo dal 2016 al 2024. Al couturier che ora disegna Balenciaga è subentrato subito Alessandro Michele che ancora è in carica.

Il giovane Valentino aveva frequentato una Scuola di figurino a Milano e studiato francese alla Berlitz School. A Parigi aveva seguito un corso di stilismo all'École de La Chambre Syndicale de la Couture.

Negli anni Cinquanta aveva collaborato con la maison Jean Dessès e con l'atelier di Guy Laroche. Nel 1957 aveva fondato la Valentino assieme al padre. Ma gli alti costi di gestione avevano messo in crisi l'attività. Fu risolutivo l'ingresso in società di Giancarlo Giammetti, allora studente di architettura con cui Garavani avviò una nuova maison occupandosi solo dell'aspetto creativo e lasciando a lui quello finanziario.

Nel 1959 Valentino aprì il suo atelier a Roma in via dei Condotti e nel 1960 iniziò la collaborazione con Giammetti. Nel 1962 dopo il trionfo della sua prima collezione a Pitti Moda di Firenze, Valentino divenne uno dei più popolari couturiers del mondo. Nel 1967 presentò la prima collezione maschile. Nel 1968 iniziò ad usare come logo la lettera V e creò l'abito da sposa di Jacqueline Bouvier per le nozze con Onassis. Dagli anni Settanta aprì boutique nelle più importanti città del pianeta. Il profumo che porta il suo nome nacque nel 1991. Nel 1990 diede vita all'Associazione L.I.F.E, con Giammetti, a supporto della ricerca per l'Aids.

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Il logo di Valentino. Foto Ansa

Giammetti, un grande partner di vita

Se è vero che dietro un grande uomo c’è spesso un grande partner di vita, la storia di Valentino Garavani non fa eccezione. Ed è nella Città Eterna che il destino dello stilista si intreccia a quello di Giancarlo Giammetti, giovane romano, figlio della borghesia capitolina, diviso tra studi di architettura mai davvero amati e le giornate leggere di via Veneto, nel pieno della Dolce Vita. L’incontro avviene alla fine di luglio del 1960, al Café de Paris. Valentino lo racconterà anni dopo con naturalezza: una sera come tante, nessun tavolo libero e sguardi incrociati. Pochi giorni più tardi i due si ritrovano a Capri. Da lì inizia una vita condivisa, sul piano sentimentale e su quello professionale, destinata a durare decenni e a segnare la storia della moda italiana.

Come Yves Saint Laurent ebbe in Pierre Bergé il suo alter ego, Valentino non sarebbe diventato Valentino senza Giancarlo Giammetti. Se Garavani incarnava l’estro, la visione, l’emotività quasi febbrile della creazione, Giammetti ne è stato il contrappunto razionale: un lucido stratega, capace di trasformare un talento purissimo in una maison internazionale e strutturata. Non solo compagno di vita, ma architetto silenzioso di un impero. Giancarlo è stato l’altra metà di Valentino.

Giammetti ha sempre saputo leggere e contenere l’animo effervescente del creativo, proteggendolo senza ingabbiarlo, anzi, amplificandone i punti di forza. Lo capiva e lo completava. “Stare con Valentino? Un miracolo” raccontò in un’intervista al ‘Corriere della sera’ qualche anno fa. Il loro rapporto durato oltre 50 anni era fatto di un raro equilibrio, nel quale l’amore non è mai stato separato dal lavoro. Insieme hanno vestito le donne più belle del mondo. Diana Vreeland, storica direttrice di ‘Vogue Us’ li aveva ribattezzati “The Boys”.

La loro è stata una storia di moda, certo, ma prima ancora una storia di alleanza - ha scritto Federica Mochi su Adnkronos - Due personalità diverse, unite dalla stessa idea di bellezza e ambizione. Per stare con Valentino “devo avere molta pazienza” ha sempre detto Giammetti. Liti e sfuriate erano all’ordine del giorno con tanto di piatti volati in casa ma poi tutto tornava subito alla normalità.

Di certo c’è che insieme hanno costruito un linguaggio estetico riconoscibile e un modello imprenditoriale duraturo, dimostrando che dietro una grande visione, spesso è necessario ci sia qualcuno che sappia metterla in pratica.